Chi sono ?

Il mio compito è donare alle persone la speranza di vivere la vita migliore possibile e fornire loro le capacità, l’ esperienza e supporto per aiutarli a raggiungere quest’ obiettivo.

La storia di Ced

Cedricia è come un giardiniere spirituale, che aiuta a trovare il terreno fertile dentro di noi e ci mostra dove piantare i semi.

Cre-Artista, maestra spirituale, scrittrice, guida alla filosofia vegana crudista, musicista, permaculturista, riforestatrice, viaggiatrice spaziale, ricercatrice, sognatrice, ballerina, corritrice, combattente per la libertà, visionaria, personal trainer, esploratrice e consulente spirituale.

Cedricia è una donna vissuta fin dalla nascita secondo uno stile di vita vegano, che ha trascorso parte della sua vita a Parigi, ed ora risiede nel Sud della Francia nella splendida regione di Nizza.

Profondamente sensibile, energica, e al tempo stesso dotata di un’ incredibile forza di volontà, dopo essere stata artista e compositrice, impegna ora la sua vita piantando alberi e diffondendo nel mondo la cultura del cibo vivente e di stili di vita rispettosi della natura.

A volte conosciuta come l’ Anastasia Francese per il suo sconfinato amore per la natura (in riferimento alla serie dei Ringing Cedars , di Vladimir Megre), il suo sogno è di abbracciare uno stile di vita semplice, fatto di crescere alberi e nutrirsi dei loro frutti direttamente sotto di loro.
Cedricia ha anche fondato il sito web ccru.fr, della Comunità Francofona crudista vegana, che conta già più di 1000 membri.

La sua impressionante dedizione è certamente dovuta ai molti ostacoli che ha dovuto superare nel corso della sua vita fino a oggi. Da appartenente alla categoria dei Creativi Cuturali, ragiono globalmente ed agisco localmente, attorno a sei valori primari:

1- Sono sensibile in materia di ecologia e sviluppo sostenibile e mi preoccupo per il futuro del pianeta.

2- Sostengo e cerco di diffondere un consumo più responsabile.

3- Credo nell’ apertura verso gli altri e nel rispetto delle differenze.

4- Sono convinta che ciò che siamo, sia molto più importante di ciò che abbiamo o di come appariamo.

5- Sento di essere parte di un tutto più vasto e non smetto di perseguire la mia crescita personale.

6- Più di ogni altra cosa, desidero incarnare questi valori e trasmetterli a mia volta nella società – a quel punto posso dire di condividere davvero i valori dei Creativi Culturali!

Non mi piace etichettare le persone, riducendole al loro lavoro. E’ importante permettere alle persone di esprimere le proprie peculiarità. Ragiono sempre con la mia testa mettendo tutto in discussione. E mi prefiggo di essere coerente in ogni cosa. Questo per me vuol dire essere una donna Creativa attratta da tante cose! Mi sento una vera leader Creativa Culturale. Nel 2008 ho creato il Festival “C’Mai C’Vennes”.

Mi sento molto coinvolta dal mondo in cui vivo e mi faccio parte attiva all’ interno di svariati gruppi di discussione e d’ azione. Credo che tutto sia possibile, con un approccio olistico.

 

Creazione

Sono cresciuta in un modo alquanto insolito. I miei genitori avevano costituito una piccola cooperativa biologica a Creteil, alla periferia di Parigi. Quando ero bambina mi capitava spesso di andare con mio padre a Rungis, dove acquistavamo ortaggi biologici che portavamo poi agli altri membri della cooperativa nel loro isolato. Impegno e vero spirito di sacrificio sono parole a me molto familiari, come purtroppo anche la marginalità. Vegana dalla nascita ricordo ancora il giorno in cui in cui mi opposi a una signora che voleva imporre a me e a mia sorella minore di mangiare carne macinata. Per ore la signora insistette, ma io sapevo quello che volevo e per me mangiare carne era fuori discussione!

Sono giunta ad accettare completamente me stessa e a vivere la mia vita nel presente, qui e ora. Da Creativa Culturale auspico e caldeggio che tutte le donne vengano trattate alla pari degli uomini, specialmente in ambito professionale. Difendo la parità tra uomo e donna. Vorrei vedere sempre più giovani donne in campo musicale, negli affari e nella politica. Mi preoccupo molto per la violenza e il modo in cui vengono trattati donne e bambini nel mondo. Sono stata moderatrice della rete dei Giovani Membri della Federazione Internazionale Donne nell’ Università.

La qualità delle relazioni umane riveste grande importanza nella mia vita e nel mio lavoro. Ho iniziato un percorso spirituale e psicologico. Quello che mi spinge ad andare avanti sono passione e rapporti umani. Il mondo stesso è una delle mie passioni. Non è semplice essere vicina ai tuoi affetti quando le tue passioni ti portano all’ altro capo del mondo. Questo è un dilemma che devo affrontare. Ma più sono lontana da loro fisicamente, più mi sento vicina a loro con il cuore. So di essere sulla strada giusta, e che tutto, me compresa, attraversa una continua evoluzione.

Preoccuparmi dell’ ambiente e di cosa posso fare per migliorarlo è per me un qualcosa di vitale. Le persone che ho incontrato si riflettono nelle scelte che ho fatto. Ho messo in dubbio e modificato anche la mia alimentazione e il modo in cui curarmi… Pratico la meditazione. Mi appassiona viaggiare, l’ escursionismo, imparare danze appartenenti alle più svariate culture nel mondo, il Qigong e lo yoga

 

Vivo una vita semplice e seguo un’ alimentazione vegana crudista. Partecipo al movimento vegano crudista in Europa e contribuisco al suo sviluppo tramite la mia rete chiamata “C’Cru”. Uno dei miei principali obiettivi è riuscire a piantare ovunque alberi da frutta, per questo ho fondato un’ organizzazione no profit chiamata “C’Mai”.

C’Cru”,  la rete che ho fondato, è sia un social network che una community online, vegano crudista, impegnata concretamente sui fronti ambientale e salutista. Condividiamo informazioni sull’ alimentazione crudista, vegana, biologica e sostenibile. La nostra filosofia è di curarci da noi stessi, e sostenerci a vicenda. Mi preoccupo per l’ ambiente e per la solidarietà tra esseri umani; sostengo i prodotti biologici, i diritti degli animali, la medicina alternativa. Amo la natura e la terra, e sono spaventata all’ idea che possano essere distrutte. Mi preoccupo molto per lo stato di salute del nostro pianeta e per cosa posso fare per esso.

Sentirmi diversa dagli altri mi ha portato ad essere molto tollerante e curiosa. Sono andata in Cina nel 2000, e parlo il cinese fin dalle scuole superiori. In Cina ho conseguito un Master in Letteratura moderna orientale all’ Istituto Nazionale per le Lingue e le Civiltà Orientali. Ultimamente ho studiato la Storia e l’ Arte della Cina (“Saluti d’Ailleurs”, musica, cinema, architettura, teatro, danza, calligrafia …). Quando ero bambina io e mia sorella frequentavamo lezioni di Cinese Mandarino. Lei poi si fermò mentre io proseguii. E’ stato davvero sorprendente sentirmi a casa in quell’ ambiente senza alcun motivo logico. Ci deve essere una immensa spiritualità ecologica nei pressi di Shanghai…

Mi sono trovata vicina a persone ammalate gravemente od anche terminali. Mia nonna, un’ amica, sua madre non molto tempo fa, e ora mio padre. Queste esperienze mi hanno portato a interrogarmi sul significato della mia vita.

La medicina occidentale aveva definito mia nonna malata terminale, ma lei è vissuta per altri dieci anni attraverso l’ omeopatia, l’ osteopatia e gli oligoelementi. Per me è molto importante prendersi cura delle persone care, rappresenta un fattore decisivo nelle mie decisioni. Ho attraversato un periodo molto difficile, in cui mi interrogavo su cosa ci fosse dopo la morte, quale fosse il senso della mia vita, se fossi in armonia con i miei sentimenti profondi. Ho dovuto fare un passo indietro. Ma alla fine mi si sono schiusi nuovi orizzonti. Ho partecipato a svariati laboratori di auto sviluppo, tra cui anche la meditazione Vipassana. Oggi cerco di essere consapevole del momento presente. Nel corso della giornata, riservo alcuni momenti a ritirarmi in me stessa, senza necessariamente essere in una posizione meditativa. Lo faccio quando ballo, quando canto, quanto ascolto musica, ma anche mentre svolgo attività di routine quotidiana. In questo modo mi sento davvero coinvolta nella mia vita e mi rendo conto di non essere l’ unica alla ricerca di qualcosa di diverso. Sono stata coinvolta in una cooperativa biologica. Ho anche fatto parte di un sistema commerciale locale di scambio e di SERVAS. Cerco di lasciar andare le cose materiali. In questo viaggiare mi aiuta molto.

Sono stata in grado di lasciarmi alle spalle molte cose. Ho cambiato casa, ho venduto i miei libri e ho ceduto ad associazioni benefiche tutte quelle cose che non avevo più usato nell’ ultimo anno, e ora non possiedo più molto. Eppure ora mi sento realizzata! Meno beni materiali possiedo, più mi sento vicina alle altre persone e a me stessa. Vivo giorno per giorno dando sempre la priorità a ciò che per me conta davvero. Coloro che soffrono trovano sempre spazio nei miei pensieri e nelle mie preghiere.

Dottoressa in Musicologia presso l’Università di Parigi la Sorbona, formazione in Scienze della Formazione all’ Università degli Studi di Parigi “René Descartes”, ha svolto un lavoro di ricerca sui metodi di indagini qualitative e quantitative, e ha conseguito il dottorato con una tesi diretta dal Prof. Jean-Pierre Mialaret dal titolo “Laboratorio di insegnamento, psicologia e sociologia della musica presso l’osservatorio della musica Francese” e avente per oggetto la valutazione delle rappresentazioni da parte degli insegnanti di musica.
La sua formazione l’ ha portata ad incontrare: bambini, ragazzi, anziani, insegnanti, educatori, studenti, apprendisti, persone provenienti di tutti i ceti sociali e di tutte le età.
Dal 2007 ha fondato un gruppo di ricerca basato sulla valutazione fisica, artistica e sportiva.
Dal 2005 ha fatto parte del team editoriale delle “pratiche internazionali di Educazione Musicale”.
Ha tradotto e firmato argomentato articoli di ricerca in tema di educazione musicale, e lanciato una rete Francofona della Ricerca in Educazione Artistica, Culturale e Umana.
Continua tutt’oggi la sua carriera di ricercatrice a livello internazionale.

Ricerca – la Dottoressa Cedricia Maugars, PhD

Il mio lavoro si è focalizzato sul come l’ educazione artistica viene insegnata nel mondo. La valutazione musicale è stata l’ oggetto del mio dottorato di ricerca. Ho elaborato e insegnato metodi di valutazione durante il tirocinio di nuovi insegnanti nel campo delle Arti. Ho completato il mio dottorato nel dipartimento di Musica dell’ Università di Parigi la Sorbona, sotto la supervisione del Prof. Jean-Pierre Mialaret. Ho svolto attività di ricerca nell’ ambito dell’ Educazione Musicale e in particolare su valutazione musicale, insegnamento ad adulti e pedagogia. Ho lavorato “all’ Osservatorio Musicale Francese“, per il quale ho pubblicato documenti e articoli di ricerca. Sono attualmente membro della “Società Internazionale per l’ Educazione Musicale”. Ho co-condotto la colonna editoriale corale MayDay Group : Action for Change in Music Education, MENC. Ho fondato il gruppo di ricerca dell’ SSRE per l’ insegnamento e la valutazione delle Arti e degli sport, in Svizzera e faccio parte del Comitato Editoriale del suo giornale. “Ho una forte passione per la ricerca, amo studiare le attività e le reazioni in ambiti musicali concreti come la performance musicale, e spero di poter contribuire con scoperte che aiutino a costruirne un modello. Sono entusiasta di avere l’ opportunità di insegnare in un ambiente musicale e di ricerca tanto ricco e vivace.” La mia tesi ha avuto per soggetto: la Valutazione di Studenti di Musica nelle Scuole di Musica in Francia: Come gli insegnanti di musica valutano le performance vocali del loro allievi e i loro metodi di valutazione e assegnazione dei voti. (Presentazione della tesi: Università la Sorbona, Parigi, Francia, il 4 dicembre 2004) “Nel corso della mia ricerca di dottorato, ho lavorato con un gruppo di 14 insegnanti di musica laureati tirocinanti, che ho intervistato e valutato rispetto alle performance vocali dei loro allievi. L’ analisi dei dati raccolti ha indicato che gli insegnanti di musica usavano gli stessi metodi per assegnare voti ai loro allievi, ma la loro valutazione non era preciso e consistente.” Lo scopo di questa ricerca era dimostrare come gli insegnanti di musica fossero responsabili della valutazione delle performance vocali dei loro allievi: come fanno a valutarli ed assegnare loro i voti? La ricerca sperimentale, dal titolo “Q-test-vocal” è durata 6 mesi (da dicembre 2002 a giugno 2003). Si è scoperto che gli insegnanti valutavano le performance vocali in base ai loro personali obiettivi di insegnamento. Per loro la valutazione alla pari o l’ autovalutazione erano entrambe molto ardue. Sebbene fosse la prima volta che venissero registrate le performance dei loro allievi, hanno apprezzato molto il processo e lo hanno ritenuto un valido strumento di valutazione. “Mi impegno a diventare un partecipante attivo nella comunità degli Educatori Artistici. Siccome ho molto da imparare dalle mie controparti nel mondo, intendo incontrare, e mettere le mie competenze a disposizione degli altri rappresentanti ai simposi internazionali degli Educatori Artistici, di modo che tutti possano condividere le proprie esperienze e tornare arricchiti.” Come insegnante di musica, ho avuto l’ opportunità di applicare e osservare direttamente concetti teorici nella pedagogia musicale con gli studenti a cui ho insegnato. Ho ricevuto un addestramento su metodi attivi e ho integrato questi metodi insieme ad altri sistemi educativi, nella mia esperienza di insegnamento diretto. Quindi, la mia riflessione educativa si svolge tanto sul piano teorico quanto su quello pratico. La mia passata esperienza concertistica mi ha inoltre permesso di sperimentare il tipo di pressione e standard prestazionali con cui un musicista deve avere a che fare al completamento del corso di studi musicali. Come ricercatrice, ho avuto l’ opportunità di osservare concetti teorici nei sistemi educativi francese, inglese e cinese e applicarli direttamente nella mia esperienza di insegnamento.” La mia ricerca puntava a esplorare l’ efficacia di certi strumenti pedagogici utilizzati nelle scuole musicali – nella fattispecie il metodo usato nella valutazione delle performance – nel preparare gli studenti a una carriera musicale nell’ insegnamento o nella performance. E’ mio desiderio riunire tutte le esperienze nelle aree dello studio pedagogico, della performance e dell’ insegnamento all’ interno di un programma universitario al fine di studiare e proporre modifiche al criterio di valutazione delle performance degli allievi nelle scuole di musica attuali. Sono stata un punto riferimento per la Valutazione Musicale in Francia.